LE MERAVIGLIE DELLA PITTURA TRA VENEZIA E FERRARA

Quando

Dal 22 gennaio
al 4 giugno 2006

Dove

Rovigo, Palazzo Roverella

La mostra

Organizzata da: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Comune di Rovigo, Accademia dei Concordi
Curatore: Vittorio Sgarbi
Produzione e organizzazione: Anonima Talenti

Esistono meraviglie d`arte che felicemente sorprendono i visitatori occasionali in luoghi nei quali per ragioni storiche e geografiche non potevano verificarsi fioriture artistiche. Considerando che ormai da decenni questa situazione esiste nel Polesine un tempo meglio definito Polesine di Rovigo, è giunto finalmente il momento di far conoscere le meraviglie d`arte esistenti in questa provincia stretta tra il Po e l’Adige, con una mostra singolare che presenta opere eseguite da importanti maestri in un ampio arco di tempo, dal XV al XVIII secolo, durante il quale i grandi fatti artistici incalzanti si sono succeduti lasciando in questo territorio testimonianze decisamente "meravigliose". 
In mostra è possibile ammirare opere di Giovanni Bellini e di una bella schiera di belliniani come F. Bissolo, N. Rondinelli, Pasqualino Veneto e i pittori da Santacroce; dipinti di Palma il Vecchio; splendide testimonianze dell`arte ferrarese offerte da opere di Dosso e Battista Dossi, di Girolamo da Carpi, dello Scarsellino. Il Cinquecento si chiude con mirabili tele di Palma il Giovane e di altri manieristi. Del Seicento Veneto meravigliose testimonianze sono offerte da capolavori di Sebastiano Mazzoni e Girolamo Forabosco e da opere di Pietro Bellotti e Pietro della Vecchia. Si giunge poi alla grande stagione del Settecento veneziano, introdotta da opere di Luca Giordano e si incontrano maestri come Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, Giuseppe Nogari, Alessandro Longhi. Tra questi spiccano i capolavori di Giambattista Tiepolo.
La mostra presenta inoltre una serie di opere appartenenti a chiese del Polesine che rivelano l`appartenenza al Ducato di Ferrara e quindi saranno presenti significative pale d`altare di maestri emiliani come Garofalo e Giuseppe Maria Crespi.

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