GRADITI OSPITI. 12 artisti per 12 mesi

Quando

Da settembre 2002
ad agosto 2003

Dove

Rimini, Jolly Hotel Villa Rosa

La mostra

Produzione e organizzazione: Anonima Talenti

L`Hotel Villa Rosa Riviera di Rimini ha deciso di inaugurare un nuovo concetto di ospitalità: non solo accogliendo turisti e clienti, ma anche artisti contemporanei che hanno la possibilità di esporre le loro opere in spazi appositamente allestiti per l’occasione.
Perfettamente in linea con le ultime tendenze, l`Hotel Villa Rosa Riviera di Rimini diventa un vero e proprio “albergo d’arte”: oltre agli impeccabili servizi tradizionali, infatti, la struttura ospita al suo interno personali d’arte contemporanea raccolte per l’esclusivo godimento estetico dei clienti e dei visitatori, che hanno libero accesso alla mostra.
Graditi Ospiti, questo il significativo titolo dell’evento, apre i battenti a settembre 2002 e termina, dopo un anno, ad agosto del 2003. Ogni mese ha per protagonista un giovane artista diverso, che personalizza con la sua particolare ricerca creativa, le hall di rappresentanza dell’albergo: un nuovo modo di interpretare il concetto di esposizione, per avvicinare il pubblico all’arte in uno spazio non consueto, ma altrettanto capace di suggerire emozioni e spunti di riflessione.
Nelle sale dell` Hotel, Graditi Ospiti sono quindi proprio gli artisti, che possono così esporre le loro opere gratuitamente, grazie ad una nuova forma di mecenatismo che si affianca a quello tradizionalmente più noto delle gallerie e degli studi artistici.
L` Hotel Villa Rosa Riviera rilegge così in chiave contemporanea i tradizionali servizi che offre da sempre la riviera romagnola, facendo quindi dell’ospitalità una vera e propria “opera d’arte”.


GIUGNO 2003

MATERIA
Riccardo Gavazzi, Giovanni Vitali, Katherine J. Bottellini

Gli artisti proposti per i mesi di aprile e giugno sono accomunati dall’appartenere all’ultimissima generazione (frequentano gli ultimi anni dell’Accademia di Brera), ma non è questa la loro caratteristica principale. La frequentazione degli stessi luoghi, gli stimoli comuni e il confronto continuo su temi e tecniche, ma soprattutto la condivisione nell’esperienza quotidiana di una concezione “alta” della vita, delle domande e dei tentativi di risposte che connotano l’esistenza dell’uomo, fanno di questo gruppo di artisti una autentica comunità creativa, capace di interrogarsi e di interrogare l’ambiente accademico, nella ricerca di maestri cui affidare la propria crescita artistica. Operazione assai difficile in un contesto confuso come è quello dell’accademia milanese. Al di sopra di una semplice classificazione secondo i generi tradizionale (paesaggio, figura umana) che pure sono il vasto territorio iconografico della pittura figurativa entro il quale si muovono gli artisti che presentiamo, le opere scelte per l’esposizione riminese si articolano secondo due grandi categorie che hanno strettamente a che fare con la tecnica pittorica: segno e materia, alle quali sono dedicate le due mostre collettive.

I volti e i corpi di Riccardo Gavazzi emergono da un magma materico, ora fatto di colate trasparenti dall’effetto annacquato (nato dalla lotta del colore a olio con l’acqua), ora costituito da spesse incrostazioni di colore, talvolta lasciate grezze sulla tela o incisivamente stese a larghe pennellate. Le figure si fanno avanti verso l’osservatore, lo interrogano invadendone il campo visivo che quasi non basta a contenerne le dimensioni imponenti. Il risultato è una pittura dai forti valori espressionistici, che riempie il quadro e si impone sulla superficie della tela.

Grande pittura anche quella di Giovanni Vitali, i cui paesaggi nascono dalla visione di immagini lontane e dalla forte potenza evocativa. Pennellate spesse di colore denso costruiscono le forme fino alla definizione del panorama, prevalentemente percepito da un punto di vista molto rialzato che offre una visione di grande respiro. I colori sono squillanti, ma non lontani dalla definizione del vero e accordati secondo una precisa armonia cromatica e luministica.

Preciso e puntuale anche il procedimento di Katherine J. Bottellini, che coniuga una precisione ineccepibile nell’uso delle tecniche alla ricerca continua di stili e forme differenti. Il senso del colore e la composizione ben costruita sono al servizio di una pittura in cui il significato non è mai posto in secondo piano.

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