IL MAGNIFICO CRATERE E IL SUO RESTAURO. Antichi tesori dal Museo Nazionale di Belgrado

Quando

Dal 12 febbraio
al 13 marzo 2011

Dove

Padova, Palazzo del Monte di Pietà

La mostra

Organizzata da: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
Curatori: Giovanni Gentili e Louis Godart
Coordinamento organizzativo: Anonima Talenti

Il Magnifico Cratere e i tesori delle Tombe principesche di Trebenište e di Novi Pazar inaugurano gli spazi espostivi rinnovati di Palazzo del Monte

Il Magnifico Cratere del Museo Nazionale di Belgrado giunge a Padova. Lo annuncia il Presidente della Fondazione Cariparo Antonio Finotti. Sarà esposto dal 13 febbraio al 13 marzo a Palazzo del Monte, avendo quindi l`onore di inaugurare il rinnovato spazio espositivo della Fondazione Cariparo su Piazza Duomo, nel cuore di Padova.

Rinvenuto nel 1931 a Trebenište, nei pressi di Ocrida, nell`attuale Macedonia, è uno tra i pochissimi crateri bronzei giunti sino a noi, un capolavoro assoluto realizzato in ambiente greco verso la fine del VI secolo avanti Cristo.

Nelle scorse settimane l`opera è stata esposta al Quirinale, fulcro di una mostra intitolata "L`Italia e il Magnifico Cratere", testimonianza dell`intervento italiano per la salvaguarda del celebre manufatto belgradese.

Dopo la breve esposizione a Padova, il reperto tornerà definitivamente nel Museo Nazionale della capitale serba dove è classificato tra i Tesori della Nazione e ben difficilmente potrà ulteriormente essere concesso per esposizioni al di fuori del Paese. Quella di Padova è quindi una occasione difficilmente ripetibile per poter ammirare, dopo il restauro, lo straordinario capolavoro.

Il prestito, sia pure per lo spazio di un solo mese, dell`opera alla Fondazione Cariparo è un segno di gratitudine dl Museo Nazionale di Belgrado e della Serbia alla Fondazione stessa. E` stata infatti l`istituzione padovana ad aver sostenuto l`onere per il restauro in Italia del preziosissimo manufatto.
La Fondazione aveva favorito l`arrivo di questo capolavoro d`arte greca arcaica ad Adria dove nel 2007 fu tra le meraviglie esposte nella fortunata mostra "Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e l`Adriatico", allestita presso il Museo Archeologico Nazionale.

Mentre gli altri reperti allora concessi tornarono al museo d`origine, il Cratere restò in Italia per essere oggetto di studio e di restauro grazie all`impegno scientifico e tecnico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in accordo con la direzione del Museo Nazionale di Belgrado e al supporto, appunto, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Durante circa tre anni di studi, ricerche e lavori condotti dalla Soprintendenza romana unitamente ai tecnici del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma e di Pisa, dell`Università "La Sapienza", Dipartimento di Scienze della Terra e Dipartimento di Chimica, dell`Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del MIBAC e la collaborazione dello staff scientifico serbo, il cratere è stato restaurato e, nella sua ritrovata magnificenza, è stato accolto al Quirinale, nelle Sale delle Bandiere, per essere presentato al mondo scientifico internazionale e al pubblico italiano.
La sua eccezionalità artistica è incrementata dalla presenza del treppiede, unicum non riscontrabile negli altri due crateri bronzei simili, uno conservato al Museo Archeologico di Sofia, Bulgaria, l`altro in Francia, a Vix. Questo, l`alto collo e le due grandi anse a volute presentano una raffinata decorazione ottenuta per fusione ed incisione, composta da elementi figurati - gorgoni, cavalieri e cavalli in corsa, cani e volpi -, geometrici e vegetali, propria della migliore produzione artistica della Grecia ancora arcaica.

Sorprendenti e rivoluzionari sono gli esiti scientifici del restauro, inerenti l`identificazione dell`area culturale di pertinenza del cratere e l`ubicazione dell`officina bronzistica in cui è stato prodotto. Gli indicatori, provenienti dalle analisi scientifiche eseguite su campioni delle terre di fusione presenti ancora in alcune parti delle anse del manufatto, ci dirigono alla piccola isola di Egina, nel golfo Saronico, e non, come si pensava in precedenza, a Corinto o a Sparta.

A Padova il Magnifico Cratere sarà esposto insieme ai reperti, non meno preziosi, che lo accompagnavano nella cosiddetta Tomba 8 di Trebenište. Si tratta di un importante corredo militare di un principe guerriero di cui si ignora il nome. Tra i reperti rinvenuti nella celebre tomba, figurano uno splendido elmo bronzeo, di manifattura greca, decorato da applicazioni in oro raffiguranti due cavalieri, altri preziosi oggetti: un corno potorio, o rython, e bicchieri in argento di raffinatissima fattura, insieme a due straordinarie lamine auree in foggia di sandalo, decorate a sbalzo con elementi geometrici e figurati.
A documentare le multiformi relazioni esistenti tra le popolazioni indigene abitanti gli attuali territori della Serbia e dell`area balcanica centrale e la Grecia, saranno esposti al Palazzo del Monte anche gli stupefacenti ritrovamenti della Tomba 9 di Trebenište. Vi spicca una maschera funeraria in oro, destinata a ricoprire il volto del defunto e a preservarne l`incorruttibilità spirituale, insieme ad altri oggetti aurei, a preziosi anforischi in vetro policromo e a collane.
Dal tumulo principesco di Novi Pazar ci arrivano straordinari cinturoni e pettorali in oro di fattura indigena, insieme a vasi in bronzo e argento e a manufatti in ambra provenienti dalla Grecia, a dimostrare ancora una volta i molteplici contatti intercorsi tra VI e V secolo a.C. tra diverse cultura in area medio Balcanica, forieri di molte novità in più campi.

Fotogallery