Roberto Saro, Segretario Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Ebbi la fortuna di incontrare Cesare che, come un “esperto nocchiere”, ci accompagnò in questa nuova avventura. Ciò che mi ha colpito di lui è la straordinaria capacità di andare oltre il “problema” e di saper trovare con facilità la soluzione, mettendo d’accordo tutti. La sua innata spontaneità nell’affrontare la vita, il suo essere “romagnolo”, la sua generosità, la sua vivacità, lo portano a gestire con naturalezza i rapporti interpersonali, adottando uno stile unico: dal falegname allo studioso, dal trasportatore al Soprintendente, dai suoi committenti ai suoi dipendenti, tutti si sentono a proprio agio con lui e soprattutto sanno di poter contare su di lui.

Dario Cimorelli, Silvana Editoriale spa

La prima volta che ci siamo incontrati eravamo a Bergamo da un amico comune e Cesare aspettava in corridoio il suo turno. Mi colpirono i suoi sandali francescani ed il suo sorriso accogliente… È questo Cesare, un bomba di calore e di affetto, un sorriso ed una battuta, una buona mangiata e un profondo dialogo sulle nostre paure.

Vittorio Sgarbi

Ho lavorato con molti produttori di mostre, ma nessuno più lieve, meno invadente, pienamente collaborativo rispetto alla idea, di Bernardi.
Le Meraviglie della Pittura tra Venezia e Ferrara dal ‘400 al ‘700 è uno dei successi della nostra “ditta”. In quella, come in altre occasioni, Bernardi fu leggero ed efficace, disponibile e appassionato, come se realizzare un progetto non fosse soltanto un impegno pratico, ma un piacere intellettuale, spirituale.

Beatrice Buscaroli, Storica dell’arte

Mi piace lavorare con Cesare Bernardi perché mi chiama “bambina”, perché è capace di rassicurare nei momenti più disperanti, perché è calmo quando gli altri perdono la testa. Perché gli piace tutta l’arte purché si possa trasformare in mostra e dunque ragiona per pannelli, bacheche e sedicesimi a colori.

Sergio Campagnolo, Studio ESSE CI, Padova

Cesare ha l’abitudine di trascinarmi in imprese impossibili, riuscendo a trasformarle in progetti realizzabili. Con lui lavoriamo da tempo immemorabile e negli anni il rapporto di lavoro si è trasmutato in amicizia. Quando ci si incontra si discute per qualche minuto della mostra o del progetto su cui dobbiamo impegnarci, tanto a capirci ci si mette ormai poco.

Gabriele Allevi Direttore Fondazione Bernareggi, Bergamo

Poi ho chiesto aiuto a Cesare: sorriso largo sulle labbra e risposta sempre pronta per tutto, magari improvvisata, magari inventata lì per lì, ma sempre efficace almeno a sdrammatizzare. In tanti anni di collaborazione e di amicizia ho scoperto che l’apparente sfrontatezza proveniva dall’aver affrontato lui per primo situazioni difficilissime con pochi mezzi e essere divenuto così uno dei più abili sul mercato nel far di necessità, virtù.

Luciano Chicchi, Presidente fino al 2008 della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini

… Si chiese allora aiuto ad Anonima Talenti, la società guidata con maestria e genialità da Cesare Bernardi, per mantenere l’impegno di aprire entro marzo 2001 quella grande mostra che sarebbe stato un evento significativo sia dal punto di vista culturale, sia dal punto di vista del richiamo di pubblico e visitatori.
Il potere, le armi, la guerra. Lo splendore dei Malatesta avrebbe infatti fatto intuire una nuova possibilità di sviluppo per il turismo riminese, che già aveva il balneare, il congressuale e il fieristico: il turismo d’arte.

Josko Belamaric, Soprintendente ai beni Culturali, Spalato Ministero della Culture della Repubblica di Croazia

L’eleganza con cui Cesare Bernardi ha risolto i molti problemi dell’impresa è stata d’incoraggiamento per il resto dell’equipe nei momenti in cui sembrava impossibile rispettare i tempi concessi.

Angela Donati, Università degli Studi di Bologna

Cosa dire di Cesare Bernardi? Un amico, generoso e infaticabile, un tiranno quando si ha a che fare con lui nell’organizzare mostre, un lavoro che fa con passione e vera competenza…
Una delle doti che abbiamo sempre ammirato in Cesare è proprio la capacità di adattarsi ad ogni circostanza, rigoroso ma col sorriso sul volto, anche quando nel suo intimo sicuramente c’era tempesta.

Sergio Campagnolo Studio ESSE CI, Padova

Cesare dimostra che gli stereotipi possono effettivamente incarnarsi. E lui lo è della Romagna, a cominciare dai motori: accetta di dover viaggiare in macchina, persino in treno e in aereo, ma il vero viaggio, l’unico che possa definirsi tale è quello a cavallo di una moto. Romagnolo lo è ne calore umano, nella passione del vivere, nel lavoro come altra passione. E forse è per questo che le imprese impossibili, spinte dal suo entusiasmo, vanno sempre a segno. Se Cesare non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.

Robi Ronza, Delegato del Presidente della Regione Lombardia alle relazioni internazionali

La segreteria organizzativa affidata ad Anonima Talenti è stata determinante sul piano organizzativo, ma non solo. Senza il suo tenace e tempestivo lavoro di… disinnesco di una miriade di trappole solo all’apparenza tecniche “Omaggio alla civiltà dell’America Latina e dei Caraibi” sarebbe stata mutilata di “Plus Ultra” e quindi ridotta al proverbiale politically correct.

Massimo Medica, Responsabile Musei Civici d’Arte Antica, Bologna

In quella primavera del 2000, nelle sale del Museo Civico Archeologico, quando, a causa della stanchezza e della tensione, del resto inevitabili in occasione di allestimenti di mostre di tale portata, ogni problema ci sembrava insormontabile, l’unica certezza era costituita dalla calma e dalla tranquillità di Cesare Bernardi.

Alberto Agazzani, Critico d’arte e curatore

Mai entusiasmo e ottimismo si sono sposate con tale e tanta energia come in Cesare Bernardi… I miei tanti momenti di sconforto e autentica depressione davanti ai mille ostacoli ed all’impellenza del tempo inesorabilmente fuggente hanno trovato cura e sollievo in Cesare, per il quale nulla è impossibile o privo di soluzione. La “macchina da guerra” Bernardi ha contribuito in maniera assolutamente determinante a superare ogni ostacolo, minimizzare ogni problema, risolvere ogni contrattempo.

Sandro Ricci, Direttore Fondazione Meeting per l’amicizia fra i Popoli

Le mostre sono come un cavallo; bello, elegante, potente, con una sua personalità, veloce e scattante, sa tenere il passo, imprevedibile, bizzarro. Ma soprattutto va domato…
Cesare per il Meeting ha avuto da subito (il lontano 1992) il compito di fare il domatore (e allora era un mestiere nuovo per lui!) e con fatiche diverse ci è sempre riuscito. Non è facile; non bisogna strafare, ne terrorizzare tutti o far schioccare solo la frusta. Bisogna volere bene alla bestiola!
… Sì mi fa proprio venire in mente un domatore anche se un po’ Romagnolo, alla Fellini!!

Mario Scalini, Soprintendente BSAE di Siena e Grosseto

Bernardi è un professionista, onesto, che non teme di mettersi in gioco con progetti e materiali anche improbabili e poco praticati: ama scommettere sulla sua capacità di mediare, di limare preventivi e studiare nuove soluzioni specie quando ha a che fare con progetti lontani dal convenzionale.

Vittorio Sgarbi

Paziente e impertinente lavoratore Cesare Bernardi, si divide fra il meeting di Rimini e i meeting con me. Nell’un caso e nell’altro, il suo obiettivo è fare mostre, una passione che non ha niente a che fare con il profitto e che è legata al desiderio di vedere nascere storie perdute attraverso l’evocazione delle immagini e non le carte degli archivi. Per questo la sua natura è maieutica.

Gabriele Allevi, Direttore Fondazione Bernareggi, Bergamo

C’è una cosa più radicale che ho imparato da Cesare: anche nel lavoro puoi cavartela nelle situazioni più impensate se sei certo che l’imprevisto fa parte della vita. Che saper affrontare le incognite non è questione di scaltrezza o di possesso delle capacità e delle esperienze necessarie. E’ la conseguenza di un modo di concepirsi: quella secondo cui tutto è dato e quindi pieno di una ragione e di un vantaggio personale che prima o poi verrà a chiarezza. Da qui proviene anche l’ottimismo che gli ho visto sfoderare nelle condizioni più sfavorevoli.