BORTOLONI, PIAZZETTA, TIEPOLO. Il ‘700 veneto

Quando

Dal 30 gennaio
al 13 giugno 2010

Dove

Rovigo, Palazzo Roverella

La mostra

Organizzata da: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Accademia dei Concordi, Comune di Rovigo
Curatore: Alessia Vedova
Produzione e organizzazione: Anonima Talenti

Domenica 13 giugno è calato il sipario sull`affascinante mostra che Palazzo Roverella ha dedicato a Mattia Bortoloni e ai giganti della pittura veneta e, parallelamente, all`esposizione di ceramiche del `700 veneto di Villa Badoer di Fratta Polesine (RO), quale appendice della mostra del Roverella.

Un`esposizione complessa e ad alto contenuto scientifico, per informare, creare dibattito con l`obiettivo di accendere, dopo un secolo di totale scomparsa, l`attenzione su un artista veneto che la maggior fortuna di comprimari quali Tiepolo, Piazzetta e Ricci aveva condannato ad un ingiustificato oblio.

Al punto che ne era stata completamente cancellata persino la memoria sino al 1950 quando la sua esistenza, ma non ancora la ricchezza e ampiezza della sua produzione, vennero rilevati dallo studioso russo Ivanof, che scoprì il nome dell`artista nato a Canda, attribuendogli le prime opere

Ora, grazie agli studi della curatrice Alessia Vedova e dei componenti del Comitato Scientifico di questa ampia rassegna (Maria Elisa Avagnina, Caterina Bon Valsassina, Marina dell`Omo, Fabrizio Magani, Paola Marini, Giuseppe Pavanello, Filippo Pedrocco Giandomenico Romanelli, Leobaldo Traniello), Bortoloni è finalmente tornato ad avere una precisa collocazione nella storia dell`arte, riconquistando la posizione di rilievo che ebbe in vita.

Appena diciannovenne venne infatti chiamato dai Cornaro ad affrescare la loro villa palladiana di Piombino Dese, una impresa che catalizzò su di lui l`attenzione di tutta la grande nobiltà veneziana, imitata in Lombardia dai Visconti e dalle grandi famiglie di quel Ducato, seguita dai Savoia. Fu per la casa regnante piemontese che Bortoloni creò l`opera che gli ha dato la maggiore fama: il ciclo di affreschi per la cupola del Santuario di Vicoforte, la più estesa superficie unitaria affrescata al mondo.

In mostra le sue opere sono state messe a confronto con i capolavori assoluti dei Tiepolo, Giambattista e Giandomenico, di Piazzetta, Diziani, Crosato, Fontebasso, Guarana, cominciando con il Balestra che dell`artista rodigino fu il maestro. Nelle opere dell`artista rodigino traspare una capacità di racconto che va di pari passo con una del tutto originale capacità interpretativa.

"Sono opere spesso studiate per la prima volta, attribuzioni inedite, tele mai svelate al pubblico e altre difficilmente visibili, opere che restituiscono a Bortoloni la fama, meritatissima, di cui godette al suo tempo, prima di trovarsi offuscato dalla magnificenza dell`arte tiepolesca", afferma Alessia Vedova, curatore della mostra.

L`importanza di questo lavoro scientifico è saltata all`occhio di molti studiosi che in questi mesi non hanno mancato di visitare la mostra al Roverella, sottolineata dalla stampa non solo italiana; basti pensare allo spazio che a Bortoloni ha voluto dedicare Roderick Conway Morris sull`Herald Tribune.

Ma una mostra così complessa, su un autore a tutti ignoto, è stata ben accolta dal publbico: i visitatori sono stati complessivamente più di 21 mila, tutt`altro che pochi per una esposizione con questi obiettivi e dal preminente impegno culturale.

Di scommessa vinta si può parlare anche a livello di sistema culturale territoriale. Per la prima volta Rovigo ha offerto al suo pubblico un insieme di occasioni culturali coordinato. Confermando il connubio, felice, tra Palazzo Roverella e Villa Badoer di Fratta Polesine (dove la mostra delle ceramiche e maioliche settecentesche dei Civici Musei di Treviso è stata visitata da circa 6.000 persone), con l`aggiunta della mostra di un ciclo rodigino di Pietro Ricchi e dei capolavori dell`ADSI, quest`ultima al Museo dei Grandi Fiumi. Ma ciò che ha avuto un positivo collaudo è stato il sistema di accoglienza della Città: bar e ristoranti aperti, negozi con offerte collegate alla mostra, un sistema che comincia a dimostrarsi maturo per operazioni di grande respiro.

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