L’arte della fortificazione e della guerra nell’età di Francesco di Giorgio e Leonardo

Quando

dal 29 marzo 2009

Dove

San Leo, Forte di San Leo

La mostra

Organizzata da: Comune di San Leo
Curatore: Mario Scalini
Produzione e organizzazione: Anonima Talenti

Il Comune di San Leo inaugura l’esposizione permanente dedicata alla ‘poliorcetica’ (arte dell’assedio) ed all’arte della fortificazione dal tardo antico al primo Rinascimento, curata da Mario Scalini, Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Modena e Reggio Emilia e destinata a rendere meglio comprensibile l’eccezionale apparato difensivo della rocca feltresca.

Nota come uno dei massimi capolavori dell’architettura militare rinascimentale grazie all’intervento di Francesco di Giorgio Martini (1439-1501/2), malgrado adattamenti successivi, la fortificazione costituisce un ottimo esempio dell’attuazione di principi venuti a maturazione nell’ambito dell’umanesimo, che compenetrarono una visione organica del mondo, di matrice sostanzialmente gotica, con le più avanzate teorie di proporzionalità astratta tra le parti di un impianto architettonico già di tipo urbanistico.

L’attività dell’architetto senese, svolta al servizio di Federico da Montefeltro (Sassocorvaro 1476-1478; Cagli 1481) e Giovanni della Rovere ( Mondavio 1501), ha lasciato un segno peculiare nelle terre scoscese tra Marche e Romagna, finendo col sottolineare col suo intervento, basato sulla comprensione dei siti, la loro naturale ‘vocazione’ a trasmutarsi in architetture arroccate ed impervie.

Nel 1490 Francesco di Giorgio fu anche a Milano, dove incontrò Leonardo da Vinci (1452-1519), col quale condivideva interessi che andavano dall’idraulica alla creazione di costumi e scenografie per spettacoli, ma anche dalla fusione delle artiglierie e dei bronzi monumentali, sino alla pittura ed all’architettura fortificata.

Il percorso di immagini, tratte da codici contemporanei e non, che i due maestri avrebbero potuto consultare, mette in evidenza, grazie a sintetiche spiegazioni, la consonanza di cultura esistente tra loro e la rapida evoluzione del pensiero tecnico e tecnologico rivolto alle arti della guerra (ma da queste applicato poi anche in ambito civile) negli anni cruciali dell’ultimo venticinquennio del Quattrocento.

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