ROMAGNA FUTURISTA

Quando

Dal 14 aprile
al 18 giugno 2006

Dove

Repubblica di San Marino,Museo di San Francesco

La mostra

Organizzata da: Repubblica di San Marino, Segreteria di Stato per la Cultura
Curatore: Beatrice Buscaroli
Produzione e organizzazione: Anonima Talenti

Una mostra sul Futurismo in nome di Umberto Boccioni. La propone, non a caso, la Repubblica di San Marino nelle appena ristrutturate sale del Museo San Francesco dal 13 aprile al 18 giugno 2006. A curarla è una specialista del settore, Beatrice Buscaroli insieme a Alessandro Ortenzi. La mostra ospiterà opere di Boccioni e Balla, Ginna e Corra, Mario Guido Dal Monte, Giannetto Malmerendi, opere futuriste di Leo Longanesi, sculture e ceramiche di Leonardo Castellani e ceramiche delle botteghe Gatti e Ortolani, manifesti letterari e poesie, libri, partiture originali.

Umberto Boccioni è romagnolo, benché sia nato casualmente a Reggio Calabria il 19 ottobre 1882. Ma la sua presenza e la sua aura rimasero sempre uno dei punti fermi del futurismo romagnolo, il cui unico gruppo futurista, quello imolese, si chiamò appunto “Umberto Boccioni”. Nel corso degli oltre trent’anni della storia futurista, la Romagna seppe proporre all’interno del movimento numerosi e sempre nuovi episodi ricchi di suggestioni originali e di contributi peculiari alla storia dell’avanguardia.
Ed è quindi nel suo ricordo che alla vigilia delle celebrazioni per il centenario del manifesto di F.T. Marinetti (1909) la Romagna racconta con questa mostra la marcata specificità. Tra le numerose declinazioni del futurismo in Italia, quella romagnola esprime una “storia della prima ora”, fu infatti precocissimo e coincise con la nascita del turismo balneare e dei variopinti stili di vita che esso proponeva.

Figura davvero importante fu quella di Francesco Balilla Pratella, il maggior musicista futurista, che radunò il piccolo gruppo dei futuristi di Lugo di Romagna. Pratella, già nominato fra i “grandi poeti incendiari, fratelli miei futuristi” in testa al manifesto “Uccidiamo il chiaro di luna” del 1909, fu anche autore del “Manifesto dei Musicisti Futuristi” che fu portato manoscritto a Marinetti nell’ottobre del 1910, e venne pubblicato pochi giorni dopo. Lugo fu il solo luogo dove sia mai stata rappresentata la sua opera principale, l’Aviatore Dro.

A Ravenna furono attivi i fratelli Arnaldo e Bruno Ginanni Corradini, detti rispettivamente Ginna e Corra. I due fratelli furono autori del testo teorico “Arte dell’avvenire” e si occuparono di pittura e di letteratura. Ginna è autore dello straordinario film “Vita futurista” girato nel 1916 con Marinetti, Balla e altri. Ginna e Corra, figli di un conte ravennate, rappresentarono la prima linea della rivolta contro il “silenzio” della propria città, trasformandola in un centro vitale dell’attività artistica e propagandistica del Futurismo nazionale in poesia e in pittura.

La pressoché sconosciuta vicenda del Futurismo di Faenza, raggiunse eccellenti, anche se non ancora completamente indagati, risultati; specificamente in poesia e in pittura con Armando Cavalli e Giannetto Malmerendi. La ben nota attività della bottega di Riccardo Gatti attirò in città futuristi diversi, da Benedetta Marinetti a Dal Monte, da Dottori a Balla, autore del celeberrimo servizio da caffé – oggetto unico e rarissimo - che sarà in mostra, come i principali progetti che i futuristi realizzarono in ceramica.

Quella della bottega di Riccardo Gatti fu un esperienza unica in Italia, paragonabile solo a quella di Mario Ortolani. In mostra sarà presente anche il piatto con disegno e firma dello stesso Filippo Tommaso Martinetti, cimelio eccezionale nella storia della ceramica italiana. L’unione di eleganza e di velocità è all’origine anche dell’incredibile oggetto che vide la luce in quella bottega: un “portafiori e posacenere per automobile” da porre nella vettura Isotta Fraschini, opera di Dal Monte, che verrà rivelato al pubblico per la prima volta da allora.

Imola va ricordata non solo per la pittura di uno dei maggiori pittori del periodo, Mario Guido Dal Monte, ma per l’attività dell’unico vero e proprio gruppo romagnolo, il “Gruppo Boccioni”.

Le figure che fecero del Futurismo romagnolo una vicenda interessante sono molte: figure isolate di diverse discipline, e più spesso di più discipline, come il poeta Oscar Mara, Luciano De Nardis, Leonardo Castellani.

Spicca su tutto anche l’eccezionalità dell’architettura della Colonia futurista di Cattolica, a cui è dedicato in catalogo un saggio illustrato, ma i romagnoli si distinsero anche nella critica d’arte e nella vita politica nella quale i futuristi romagnoli scelsero tutti i possibili schieramenti, dall’anarchia al Fascismo, fino a Ferruccio Vecchi.

In pittura è possibile seguire molteplici linee artistiche ed espressive che rendono quanto mai opportuna, a venti anni di distanza dall’unica mostra futurista romagnola, una ricapitolazione cui vadano aggiunte le molteplici scoperte e riscoperte nel frattempo compiute.

Una tale ricerca offre altresì l’opportunità di allargare la riproposizione di questa stagione sia attraverso l’esposizione delle opere sia attraverso l’esecuzione di opere musicali, fino alla proposta di un itinerario nella regione per costruire un percorso attraverso le opere architettoniche, o musive nel caso di Ravenna, che consentono di coglierle nella loro realtà urbanistica e contestualizzate nella funzione per la quale nacquero.

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